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Nel dicembre del 1917, l’Europa fu immersa nella prima guerra mondiale, una delle guerre più folli a cui il mondo avesse mai assistito. Dopo aver appreso dell’elevato numero di vittime e della natura orribile della guerra di trincea, l’allora il primo ministro britannico, David Lloyd George, si confidò in una conversazione privata con un giornalista e disse:

Se le persone conoscessero davvero la verità sui motivi della guerra, questa verrebbe interrotta domani. Ma ovviamente non lo sanno e non possono saperlo.

È passato poco più di un secolo ed eccoci di nuovo immersi in una guerra globale. Tuttavia, questa guerra, che è apparentemente venduta a tutti noi come una battaglia per “fermare la diffusione del Covid-19“, è in realtà una guerra ideata dai “poteri che non dovrebbero essere” per rimuovere gli ultimi resti delle libertà individuali.

E, proprio come tutte le precedenti guerre criminali nella storia umana, sia la prima che la seconda guerra mondiale, ma anche altre guerre come quella di Corea, del Vietnam e ogni altro conflitto successivo, se le persone in tutto il mondo conoscessero la verità su questa o quella guerra, si fermerebbe immediatamente.

Analizzando l’escalation delle varie guerre ho capito che quando le società umane perdono la loro libertà, di solito non è perché il monarca, lo Stato o il dittatore gliel’hanno apertamente portata via, invero si perde perché troppe persone rinunciano volontariamente alla propria libertà in cambio della protezione da una minaccia percepita, reale o immaginata.

Quindi ci troviamo di fronte a uno Stato che minaccia conseguenze disastrose, usa strategie comunicative progettate per suscitare un tale torrente di paura nella mente dei cittadini che spingono i loro politici a mettere in atto misure contro la minaccia fabbricata.

Sfortunatamente, sembra che non abbiamo imparato dalla storia, ma inizia sempre così un conflitto: per scongiurare la minaccia allo Stato verrà chiesto di rispondere al pericolo, e questo lo farà con un drastico corso di azione, con regole restrittive dei diritti, che difficilmente verranno rimosse una volta imposte. Una prova viene dalla Francia, dopo gli attentati dell’ISIS il governo ha varato norme di restringimento della libertà individuale e procedure “agevoli” per incarcerare i sospettati, prevedendo interrogatori anche in assenza dei legali difensori. Bene, quelle norme sono ancora in vigore, e anche se momentaneamente non vengono usate, esse non smettono di esistere e quindi in futuro potrebbero essere intraprese le medesime azioni repressive senza ulteriori atti parlamentari.

Per non parlare degli USA, dopo la vicenda dell’11/09 di norme contro la libertà ne hanno previste a iosa, senza alcun passaggio parlamentare.

Ancora nessuno sa in effetti cos’è questo Covid-19, erroneamente chiamato coronavirus in quanto tutte le forme influenzali sono raggruppate sotto questa denominazione. I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie. Chi può affermare con certezza che questa non sia una normale influenza stagionale?

Di influenza in Italia si muore in 70mila ogni anno, ma non c’è la Protezione Civile che fornisce questo dato e i giornali non riportano questa notizia perché, in effetti, non è uno scoop interessante. Si muore ogni giorno, di qualsiasi causa, perché fermarsi a valutare un fenomeno “naturale o incidentale” che sia?

Invece questa specie di coronavirus oggi sta spazzando via il mondo, cioè proprio come l’influenza fa ogni anno, che si presenta sempre puntuale come un orologio. E sì, questo particolare coronavirus sembra rappresentare un grave pericolo per la salute degli anziani e di chiunque abbia problemi medici di base. Cioè come fa una qualsiasi influenza stagionale, certo, questa più di altre finora presentate, ma sempre di influenza si tratta.

Tuttavia, una questione cruciale è stata evitata dai funzionari e dal pubblico allo stesso modo: questo scoppio di una malattia infettiva chiamata COVID-19 è abbastanza grave da giustificare le drastiche contromisure che tutti i governi hanno previsto.

Ad eccezione della Svezia, che ha inteso non chiudere nulla ma nel contempo prevedere accorgimenti che tutti, e ripeto tutti, stanno rispettando. Funziona il modello svedese o siamo in presenza di un governo irresponsabile?

Ad oggi in Svezia si registrano poco più di 500 contagi (contagi, non decessi) ogni milione di persone, mentre nella vicina Norvegia, che ha adottato la strategia del lockdown, vi sono quasi mille casi ogni milione di persone.

La Svezia, di contro, non risente molto della crisi, se non i settori che prevedono l’import/export e il turismo (mai stato settore vitale per il paese). In altri paesi queste limitazioni della libertà, personale e imprenditoriale, hanno portato al collasso le economie locali e, con un effetto a catena, anche quella mondiale; si stanno “creando” milioni e milioni di persone sulla linea di disoccupazione; si imprigionano milioni di cittadini onesti e operosi nelle loro case; si sta determinando la bancarotta di innumerevoli piccole e medie imprese; è imminente la morte (o la malattia grave) di un settore principe italiano: il turismo e la cultura.

Dal punto di vista personale le cose non vanno meglio, se non prendi le distanze dal tuo prossimo e non indossi la mascherina puoi essere arrestato e portato in prigione (reato di pandemia colposa). Per far sì che non si sfugga alla nuova “giustizia” pandemica si sorvegliano le aree urbane con i droni, elicotteri, pattuglie delle Forze dell’Ordine.

Fra un po’ si potranno sorvegliare tutti gli esseri umani tramite il cellulare, come succedeva anche prima, ma ora con la App di “Immuni” sapremo se sei infetto per dare agli altri la possibilità di evitarti come il lebbroso di turno. È un po’ come la Stella di David ricamata nei vestiti degli Ebrei al tempo delle leggi razziali e della Shoah.

Altro dato di limitazione della libertà è l’impossibilità di difesa delle donne che hanno in casa, costrette per decreto, un uomo violento. Lo stress crescente e l’incidenza di forti tempeste tra i familiari, che ha portato a una forte escalation della violenza domestica, potrebbe determinare un fenomeno gravissimo e senza precedenti.

Infine, stiamo fornendo i nostri giovani di debiti ingenti, cosa che oggi possono condurre i debitori a profonde depressioni, con possibili suicidi, e creano un futuro incerto per le generazioni future.

E in tutto questo disastro, qual è il ruolo dei medici ricercatori?

Qui entriamo in un terreno minato, sono molti gli esperti che contraddicono loro stessi e gli altri. Burioni, per esempio, il 2 febbraio aveva scartato con sicurezza e certezza assoluta l’ipotesi di un arrivo del Covid-19 in Italia, e oggi è ancora considerato un luminare di tutto rispetto, ma però dice l’esatto contrario da dopo appena un mese dalle dichiarazioni del 2 febbraio.

L’epidemiologo e professore di medicina John Ioannidis, altro luminare mondiale della Stanford University, il 17 aprile ha affermato che:

Il COVID-19 ha un tasso di mortalità per infezione che è nello stesso campo di gioco dell’influenza stagionale.”

Sempre il dr. Ioannides ha inoltre affermato che:

I dati raccolti finora su quante persone sono infette e su come si sta evolvendo l’epidemia sono assolutamente inaffidabili“.

Ha ragione, ha torto?

Non lo so, non sono un esperto, come non lo siamo in tanti. Ma in piena libertà io rivendico il diritto alla verità, quella verità che non mi sta dicendo nessuno, a partire dai politici per finire ai tecnici. E non è sufficiente che qualcuno mi dica che bisogna ascoltare gli “esperti”, perché nemmeno loro la sanno, oppure non la dicono. Mi fai stara a casa, mi chiudi l’attività? Allora ho diritto a sapere perché, e non posso accontentarmi di un parere quando altri dicono una cosa diversa l’uno dall’altro.

È innegabile un fatto: la devastazione e le morti causate dal blocco imposto sull’intera economia mondiale possono essere molto peggio di qualsiasi cosa il coronavirus possa fare.

In effetti, abbiamo visto ampie prove di questi dati “assolutamente inaffidabili” citati dal dr. Ioannides, e abbiamo capito anche come sono stati manipolati questi dati. Il professor Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della salute italiano, ha fatto riferimento a un rapporto prodotto dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) sul COVID-19, dove ha osservato che:

Solo il 12 % dei certificati di morte ha mostrato una causalità diretta da coronavirus, mentre l’88% dei pazienti che sono morti hanno almeno una pre-morbilità, anzi, molti di loro ne hanno avuti due o tre“.

Il lockdown slitta al 1° giugno, allora saranno tre mesi circa di chiusure e limitazioni. Troppi, anche perché siamo di fronte al nulla di fatto. Sul fronte sanitario manca una cura, i tamponi, il monitoraggio, l’individuazione dei positivi asintomatici. Dal punto di vista economico manca il reale sostegno all’economia, nessun contributo a fondo perduto alle imprese, Cig in ritardo e solo per 9 settimane per l’intera area produttiva (che significa 9 settimane complessive per l’intero comparto aziendale. Esempio, se un solo lavoratore ha fatto due settimane di Cig, l’azienda potrà mandarne altri, ma per le 7 settimane rimanenti).

Il 4 maggio riapre il commercio all’ingrosso, cioè quelle attività che forniscono i commercianti al dettaglio, che restano chiusi. O come gli editori, che possono pubblicare libri, ma librerie, scuole e biblioteche sono chiuse.

Costoro a chi possono vedere le loro merci?

Ecco perché non si può stare zitti e obbedire senza fiatare. Non si ha nessuna certezza su chi ha ragione o torto, e questo crea insicurezza, incertezza, sfiducia. E tutto questo porta al conflitto sociale, se non peggio.

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